da Il Gazzettino - edizione nazionale, del 31 dicembre
2010 Volontariato, l’anno del rilancio
Ha inizio il progetto Coming To 2011 che cercherà di mettere in rete tutte le associazioni italiane
L’idea è quella di dare vita ad una riflessione, coinvolgendo più attori possibili. Il volontariato negli anni si è modificato, ha allargato gli obiettivi, sono cambiati gli attori, e una rilettura era d’obbligo. Emilio Noaro, presidente del MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) del Veneto mette però i punti sulle "i", "tanto per fare chiarezza". «Nessuna intenzione di cambiare la Carta del volontariato che esiste e che va bene come è - sottolinea - ma solo il desiderio di coagulare tutte le associazioni di volontariato in una riflessione che duri un anno e dalla quale esca un percorso condiviso». Un progetto, targato MoVI, al quale hanno aderito moltissime associazioni dall’Avo Veneto a Progetto donna oggi, da Dottor Clown ai diversi CSV (Centri per il volontariato). Le associazioni di volontariato nel Veneto sono circa 2500, in costante crescita sui fronti dell’inclusione sociale, della valorizzazione e assistenza umana attraverso l’esercizio di servizi "leggeri" fondati sulla logica della condivisione, attenti alle persone e alle relazioni, alle emergenze sociali, capaci di attivare collaborazioni in rete sul territorio.
«Il fine primo del volontariato è quello di essere costruttivo, di saper collaborare con le amministrazioni, il volontariato è quella realtà che riesce a individuare il bisogno delle persone e suggerire l’organizzazione di politiche ad hoc. - continua Noaro - La presunzione non è quella di risolvere i problemi, ma di fare rete». E da questa riflessione nasce "Coming to 2011", un percorso lungo un anno, aperto al contributo di tutti. «Stiamo cercando di capire se rispetto alla Carta dei valori del volontariato e rispetto a quello che si diceva 10 anni fa, i temi sono ancora attuali - continua il presidente del MoVI - la nostra ambizione è quella di andare nei territori e stimolare la riflessione. Nel 2011 vogliamo essere non i barellieri della storia, ma portatori di valori sociali». E non può mancare una riflessione sui fondi, tagli che la Regione ha operato soprattutto a scapito di questo comparto. «Voglio sgombrare i dubbi - conclude Noaro - il volontariato è gratis, chi lo fa non domanda nulla per se, ma anzi impiega del proprio. Nel momento in cui noi segnaliamo situazioni di disagio servono però i fondi per sostenerle. Il volontariato ha bisogno di risorse per aiutare chi non riesce a pagarsi l’affitto o il ticket dei farmaci, o i libri per mandare i figli a scuola, o ancora chi va in ospedale e non ha un pigiama o un sostegno. Questo è il nuovo volontariato e su questo chiediamo venga aperto un confronto con la società civile». (db)


